Prostituzione politica e vassallaggio, i reati della politica odierna

Se è vero che la casta ha iniziato ragionevolmente a rinunciare ad alcuni dei tanti privilegi goduti fino ad oggi a dispetto della grande maggioranza della popolazione, non altrettanto possiamo dire della politica locale.

prostituzione politica
prostituzione politica, reato della politica locale

Qui assistiamo a fenomeni importanti di vassallaggio. Tutto si muove attorno al capo “politico”. Senza un rapporto clientelare l’iniziativa privata è ostacolata dalla pubblica amministrazione. Il vassallo di turno agisce per conto ed in nome del capo.

La politica diventa prostituzione politica. Chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica in nome ed a favore della comunità, si ritrova a vendersi per piccoli privilegi. Ogni scelta politico-amministrativa viene quindi filtrata dai rapporti di vassallaggio che il capo “politico” mantiene con i propri vassalli/clienti.

Fino a che la politica locale resterà inchiodata a fenomeni di prostituzione politica, non è significativo che l’Italia abbia un rating AAA o BBB, questo paese non vedrà nessuno sviluppo.

Solo se i cittadini saranno capaci di negarsi a rapporti di servitù e vassallaggio verso i governanti locali, questo paese potrà vedere un nuovo rinascimento.

Fino ad allora, accontentiamoci di vedere baroni e baronetti fare il bello e il cattivo tempo. L’ “alta politica”, quella che viene svolta a Roma, in camera e senato, non potrà che essere figlia della politica feudale e come tale negare il benessere della comunità, i diritti dei cittadini.

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